Saint Seiya Diaries – 22 settembre 1744

Dal Diario di Shion

È trascorso ormai un anno circa dal termine della guerra contro Hades e sto ricoprendo il ruolo assegnatomi da Athena come Sacerdote del Santuario con costante impegno.

A volte si può pensare che un uomo d’armi come me abbia mente e cuore forti al punto da poter dimenticare in fretta gli orrori ed i dolori di una guerra, ma non è così. Sebbene sia passato del tempo dalla fine di quei gravi momenti, ancora mi sveglio la notte, preda di dolore ed incubi dovuti a quegli scontri. A volte mi domando quando e se mai si attenuerà la pena che alberga nel mio cuore per tutta la morte e la sofferenza che ho assistito coi miei occhi e di cui sono stato partecipe.

E, nonostante questi miei pensieri, devo nascondere tutto dietro ad un atteggiamento deciso e rassicurante. Ora che il Santuario è in fase di ricostruzione e vive un periodo di relativa debolezza, seppure sia tornata la pace, non posso permettermi di infondere a chi mi attornia sentimenti in grado di minare la tranquillità di tutti coloro i quali, ora, ripongono fiducia in me e nella mia guida.

Non posso negare che mi stia ancora abituando a questo nuovo ruolo, e proprio questo dover celare in me tutti i miei pensieri senza poterne parlare a nessuno rende tutto più difficile. Non nascondo che ancora adesso rimugino sul fatto che qualsiasi cosa mi sarei aspettato, tranne diventare il nuovo Sacerdote. Io, un uomo abituato ad agire, ora mi trovo a dover dettare le azioni degli altri soppesandole con accuratezza per evitare conseguenze disastrose.

Non riesco a capire come mai Athena abbia scelto me. Tra i cavalieri d’oro eravamo rimasti io e Dohko e, su due, chi viene scelto per ricoprire il ruolo più importante? Io, mentre al mio amico è stato dato il permesso di tornare nei luoghi della sua infanzia a fare il guardiano…bella la vita per quel fannullone, non posso certo negarlo!

Eppure nemmeno su questa scelta di Athena mi è stato dato tempo di riflettere.

Tutto ciò che mi viene dato di fare è impartire ordini per ricostruire il Santuario, il suo prestigio e trovare i nuovi cavalieri.

L’unica consolazione per tutto questo, è il fatto che mi sia stata concessa una lunga vita.

Già…una vita ai limiti dell’eternità la quale, però, non sarà facile. Se, infatti, la ricostruzione di questo Santuario si è rivelata tutt’altro che lenta e difficoltosa, la ricerca dei nuovi guerrieri è il compito più arduo. Nessuna delle persone presenti al Tempio, al momento, si è dimostrata degna nemmeno di un’armatura di bronzo. Tutto questo riempie di sconforto il mio cuore ma, come dicevo, non posso demordere proprio adesso, soprattutto perché tutti credono in me.

Mi aspetta una ricerca lunga e difficile: nessuna indicazione mi è stata data, ma non posso dormire sugli allori come qualcun altro che sorveglia anime perdute.

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