LA LUCERTOLA A STRISCE BLU (racconto breve)

Ottobre era ormai arrivato e Sharon se ne stava seduta alla finestra, in una gelida domenica piovosa. Con lo sguardo perso nel panorama tranquillo che si può trovare solo nelle prime ore di una giornata festiva, rimuginava su tutto e su niente, fantasticando su migliaia di castelli in aria che solo una ragazza di 14 anni, così inesperta per età, ma così volenterosa di abbracciare la vita, poteva costruire.

<< Sharon….è ora!>>

La voce premurosa di sua madre la destò improvvisamente dal suo viaggio mentale…non più viaggi avventurosi in compagnia di un ragazzo dal fisico statuario e di cuore nobile, solo la triste realtà che quegli abiti scuri e quella sensazione di oppressione al petto ora erano tornati prepotentemente nel suo ragionare.

Era molto affezionata, Sharon, alla sua vecchia nonna e ancora nessuno si capacitava della sua scomparsa. È vero, la morte prima o poi arriva per tutti e sicuramente all’età di ottantotto anni arriva prima che per altre persone, però il vuoto e la tristezza che un evento simile lascia dentro lo spirito di chi resta, non sono facili da spiegare e da placare in breve tempo. Già, forse si spera sempre che questo evento non accada mai, che ci sia sempre, alla fine di un brutto evento, un accadimento particolare, un dono del cielo o un improvviso colpo di scena, in grado di scacciare questa dolorosa separazione.

Quella mattina, Sharon e la sua famiglia si recarono alla cerimonia funebre per dare l’ultimo saluto a questo parente che, ormai, non era più con loro.

Gertrude, la nonna di Sharon, come ogni artista che si rispetti, fu sempre molto bizzarra in vita e anche le volontà che lasciò per il suo funerale ebbero ben poco a che vedere con la tristezza e la solennità che un simile evento porta con sè. La bara color ametista, le rose gialle, bianche e rosa che adornavano in maniera quasi eccessiva ogni angolo della chiesa, la musica dance anni settanta che risuonava sul sagrato della chiesa e il volo di colombe all’arrivo del feretro, su un carro funebre addobbato come una grande bomboniera giallo – arancio e la porporina oro sulle panche della chiesa…più che ad un funerale, poco ci mancava d’essere ad un rave party per vecchie tardone, dato il numero incredibile di vecchiette vestite con assurdi abiti a pois con tanto di boa di piume di struzzo d’ordinanza….la situazione era grottesca: si doveva ridere per l’ambientazione, arrabbiarsi per quella dannata porporina che difficilmente si sarebbe levata dall’abito indossato per l’occasione o essere tristi per la dipartita della bizzarra vecchietta.

Su un solo stato d’animo gli ignari invitati erano perfettamente d’accordo: lo sbigottimento per quanto si mostrava di fronte ai propri occhi!

La cerimonia fu veloce: forse anche il parroco provava imbarazzo per quel quadretto che definire originale era come attribuirgli un pacato eufemismo!

Come ultima volontà, la nonna di Sharon chiese, forse trasportata dalla visione di troppi film e telefilm d’oltreoceano, che gli invitati prendessero parte ad un rinfresco e anche in quest’occasione il tocco di bizzarria si fece sentire, costringendo parenti e amici dell’allegra defunta a banchettare armati di bacchette cinesi: non fu difficile afferrare patatine fritte o olive all’ascolana con quegli attrezzi infernali, ma furono pochi i temerari che decisero di sfidare con due stuzzicadenti troppo cresciuti le bistecche alla fiorentina, col risultato finale che gli invitati più “a modo”, e Gertrude sapeva bene che ce n’erano anche troppi, se ne tornarono a casa con lo stomaco mezzo vuoto! Fu l’ultimo, sadico, ironico scherzo di quell’eccentrica donna!

Sharon, dopo aver stuzzicato qualcosa, si appartò nel giardino retrostante l’abitazione dell’anziana nonna e lì la sua mente corse a quando, solo qualche anno prima, lei e Gertrude passavano interi pomeriggi a giocare a contatto con la natura.

<<beh, la festa è riuscita direi!>> disse una voce, scuotendo la ragazza dai suoi teneri ricordi.

Sharon si voltò per cercare di capire a chi appartenesse quella voce. Niente. Dietro di lei non c’era anima viva e la giovane ne rimase decisamente sorpresa.

<<Acqua testina, acqua! Sono qui!>> disse nuovamente la voce. Per quanto la ragazza si fosse girata in direzione della voce appena udita, nemmeno questa volta vide qualcuno. Sharon decise quindi di compiere qualche passo per capire se, spostandosi, avrebbe potuto finalmente capire con chi stesse parlando.

<<AH!!!! AIUTO!!! MA SEI IMPAZZITA D’UN TRATTO????>> urlò la voce con tono preoccupato.

<<Ma si può sapere questo che razza di scherzo stupido è?>> disse scocciata Sharon.

<<Piccola mia, non è uno scherzo, sei tu che non guardi bene….abbassa lo sguardo!>>ribatté la voce.

Sharon seguì l’istruzione suggeritale dalla voce. Abbassò lo sguardo e vide, ai suoi piedi una piccola lucertola a strisce blu.

<<Oh….cacchio!!! M-ma tu sei….>>

<<Una bellissima e rarissima lucertola a strisce blu! Non sono graziosissima?>>

<<ehm….ssssì! Diciamo che sei alquanto bizzarra!>>

<<Bizzarra? Oh Dio, assolutamente no! Io sono esattamente ciò che volevo essere!>>

<<Volevi essere una lucertola a strisce blu?>>

<<Ma certamente sì, così nessuno mi guarderebbe male, ma con tanta curiosità!>>

<<E come mai sei qui?>> chiese infine Sharon.

<<Perché volevo parlare un po’ con te. Sai, me ne sto andando lontano, ma ti ho vista qui, con lo sguardo perso nel vuoto e volevo capire che cosa provi in questo momento.>> spiegò lo strano animale.

<<Cosa provo? È difficile dirlo! Sono colma di emozioni contrastanti ed è difficile dire tutto quello che sento dentro!>>.

<<Eri molto affezionata a tua nonna, non è vero? Lei ti manca? È per questo che ti senti così triste?>> chiese la bestiola, che nel frattempo si era arrampicata con agilità fin sopra il ginocchio della ragazza, seduta sull’erba del prato.

<<Sì, sì cento volte sì! Ero legatissima a mia nonna. Con lei avevo un rapporto che è poco definire speciale. Lei…..lei era sempre al mio fianco, sia nei momenti difficili che in quelli allegri! Ora non c’è più e io non so se mai troverò una persona come lei nella mia vita, capace di ascoltarmi come sapeva fare lei, di consolarmi, di rendermi felice e di incoraggiarmi nel fare le mie scelte!>> spiegò con la voce rotta dall’emozione Sharon.

La lucertola, vedendo la tristezza dipinta sul volto della giovane, trovò le parole migliori nel suo piccolo cuore di rettile e disse

<<Piccola mia, guarda che ti sbagli. Tua nonna non ti lascerà mai sola! Certo, tu ora pensi che lei non ci sia più, che se ne sia andata lontana, che mai più sentirai le sue parole nei momenti del bisogno…eppure non è così! Lei è e sarà sempre al tuo fianco! Tutti noi nasciamo e nella nostra vita incontriamo migliaia di persone. Molte di queste sono come acqua di fiume e scorrono lontano, senza lasciare nulla né di buono né di cattivo…ma quelle poche che, invece, segnano la nostra vita…beh, Sharon, quelle restano sempre in noi, anche quando sono lontane o anche quando la vita ce le strappa. Questo è il potere dell’amore! Ogni giorno della tua vita tu, quando prenderai una decisione, o ti sentirai triste o, ancora, vorrai essere felice più degli altri giorni, ricreerai quelle situazioni nelle quali ti sentivi sicura, consolata o allegra! Senza rendertene conto, farai esattamente quello che facevi con tua nonna al tuo fianco! In quella maniera tua nonna sarà lì con te e ti sentirai come se lei ti sussurrasse all’orecchio le parole che ti serviranno per non sentirti mai sola!>> spiegò la lucertola.

<<Già, ma come puoi te, una lucertola, capire il senso di vuoto che ho dentro di me ora?>> ribatté con le lacrime agli occhi Sharon, visibilmente commossa da quelle bellissime parole.

<<Sharon, anche io ho vissuto, come te, questa grande separazione nella mia vita, ma arriva un momento in cui si deve partire, in cui si deve andare in un posto che si sa essere migliore di quello in cui si è risieduti fino a quel momento. So che per te sarà dura nei primi periodi, però non devi temere, tua nonna sarà sempre con te quando la saprai chiamare con la voce del tuo cuore! E questo per te sarà facile, nonostante le ferite che, ora, senti dentro di te!>>. Aggiunse teneramente la lucertola.

<<Anche te hai dovuto separarti da una persona cara?>> chiese la ragazza.

<<Sì, dalla mia adorata nipote. Ah, ci sarebbero decine e decine di esempi che potrei citarti per farti capire com’erano belli i pomeriggi passati con lei a giocare e non sarebbe sufficiente a spiegare l’amore che provo per lei quando la vidi per la prima volta, quando mosse i primi passetti e quando iniziò a parlare…la chiamavo piccola peste, ma, poi, divenne una bellissima fanciulla, che mi riempì e che mi riempe d’orgoglio!>> argomentò il bizzarro rettile con un misto di orgoglio e commozione.

<<…ma allora tu….>> cercò di dire Sharon, ma la creatura si era ormai allontanata, sparita con la stessa velocità con la quale era apparsa.

Allora Sharon capì…capì che quell’animale, per quanto strano e miracoloso potesse essere tale evento, era lo spirito di sua nonna la quale, prima di partire per quel luogo lontano, aveva deciso di andare a consolare quella nipote che tanto aveva amato.

Le emozioni nell’animo della ragazza si susseguirono velocemente una dopo l’altra: fu dapprima stupefatta per quella sorta di apparizione, poi questo sentimento fu soppiantato dalla tristezza per questo secondo addio. Infine, ricordando le ultime parole pronunciate poco prima da sua nonna, prese un grosso respiro, come a voler scacciare dal suo animo tutto ciò che aveva provato e, dopo essersi asciugata le ultime lacrime, decise che sarebbe tornata a sorridere, perché sapeva che mai, finché avrebbe portato sua nonna nel suo cuore, sarebbe stata sola e che il loro affetto sarebbe sopravvissuto e le avrebbe unite per tutto il resto della sua vita.

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