Saint Seiya – Egypt chapters. Capitolo 3: Battaglia nella seconda casa.

Nel frattempo, Horus e Anubi erano giunti alle soglie della seconda casa dello zodiaco.

Il giudice dei morti, grazie al suo potere, teneva d’occhio il percorso dello scarabeo che aveva inviato alla ricerca di ciò per cui erano lui e i suoi compagni erano giunti al Santuario.

Sapendo, quindi, che l’amuleto aveva passato da poco la seconda casa, Anubi era consapevole che al suo interno non si sarebbero trattenuti a lungo. I due, tuttavia, entrarono con circospezione all’interno di essa, ben sapendo che avrebbero trovato un nemico al suo interno.

“Senti Anubi: ricordi gli ordini che abbiamo ricevuto da Osiride?” chiese Horus al compagno.

“Ma naturalmente! E se non ricordo male, oltre alla ricerca che stiamo compiendo, abbiamo anche l’ordine di eliminare un cavaliere d’oro oltre ad Athena.” rispose con tono serio Anubi.

“Saga dei gemelli….già, proprio lui è uno dei nostri obbiettivi primari assieme ad Athena. Il compito di annientarlo è stato dato a me. Non pensi che io possa recarmi direttamente alla terza casa? Ci porteremmo avanti col lavoro.” suggerì a sua volta Horus.

“Nessuno oltrepasserà la seconda casa dello zodiaco! Io lo impedirò ad ogni costo” tuonò una voce nell’oscurità. Era la voce di Aldebaran del toro il quale aveva manifestato, in quel modo, la sua presenza.

Il cavaliere de toro si mise di fronte ai suoi avversari per sbarrare loro la strada.

“Oh sacro Nilo! Hai visto, Anubi? Abbiamo un cornuto che ci vuole fermare la strada! Hai mica un po’ di biada? Magari se ingrassa ancora un po’, questa palla d’oro si ammansisce e ci lascia passare!” esclamò Horus con tono beffardo, non distogliendo gli occhi da Aldebaran.

“I-io cosa?!?! Palla d’oro?!?!?! Ma come osi!!!” ribatté il protettore della seconda casa con tono irritato.

“Su su, fate i bravi: non litigate che non c’è tempo!” disse ridacchiando Anubi, aggiungendo “Horus, della palla di lardo qui di fronte me ne occupo io, tu vai alla terza casa e sistema Saga. Non abbiamo tempo da perdere, quindi meglio accelerare i tempi”. Ordinò Anubi.

Horus non fece una piega e, senza dire una parola, si avviò verso l’uscita della seconda casa.

“Non farai un altro passo in questo tempio! Per Il Sacr…!?!?” Aldebaran tentò di lanciare il suo colpo più forte per fermare l’avversario, ma si trovò immobilizzato da un potere che, subito, capì arrivare proprio da colui che voleva colpire.

“Tra qualche istante sarai libero dal mio potere e potrai essere immolato alla furia distruttiva di Anubi. Scusa se non ti finisco personalmente, ma conservo le forze per avversari più interessanti”. Queste furono le ultime parole di Horus prima di uscire dalla seconda casa per recarsi alla terza.

Pochi secondi durò l’effetto del potere di Horus, ma furono sufficienti ad Aldebaran per capire che le divinità egizie erano nemici assai pericolosi come mai ne aveva incontrati in tante battaglie.

(continua)

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