Racconto breve: Farò sesso non protetto – ovvero mai ascoltare le cazzate online!

Giulia e Roberto erano amici ormai da molti anni ed il loro rapporto si basava sul rispetto reciproco delle proprie individualità… una cosa rara di questi tempi, visto che, per molte persone, l’amicizia è diventata una mera autocelebrazione di se stessi e, più che di amici, molte persone preferiscono circondarsi di sudditi che dicono loro quanto sono belli, intelligenti e via dicendo.

Cosa dire? Merito sicuramente del cattivo uso di Facebook, Twitter e dei social network, luoghi in cui ti basta una foto in mutande per essere seguito ed adulato. Ma come i social network siano stati dannosi per la psiche di alcuni individui se ne può parlare altrove. Torniamo ai nostri Giulia e Roberto che, poveretti, sono loro i protagonisti della storia, non certo gli idioti egocentrici da social network!

Un giorno i due amici, dopo qualche tempo passato ad affaccendarsi nei loro affari, decisero di organizzare un’uscita a due per rivedersi ed aggiornarsi sulle rispettive situazioni.

Il giorno stabilito si incontrarono direttamente al loro bar preferito, si sedettero al tavolo ed iniziarono a conversare.

Ad un certo punto Giulia, con una certa sicurezza, affermò “sai, ho deciso che, d’ora in poi, farò sesso non protetto!”

Come scusa?” rispose Roberto incredulo.

Ma sì” continuò lei “ho letto tante testimonianze su internet e sono in tanti a dire che il sesso non protetto è più bello e che regala sensazioni più intense!”

Sì ok…ma…”

Insomma, perché devo privarmi di qualcosa che può piacermi di più. Non trovi?”

No, non trovo affatto”, rispose seccato Roberto.

E perché, scusa?”

Hai tenuto in considerazione i rischi che possono derivare dal sesso non protetto?”

Non corro nessun pericolo, figurati! Non sono mica scema!”, ribattè Giulia.

Ah no? E non corri il rischio di rimanere incinta?”

Il fatto che io faccia sesso non protetto non autorizza nessuno a pensare che io voglia diventare madre dei suoi figli né tanto meno a venirmi dentro!”

Ok, ma potresti prenderti qualche malattia. Non hai paura di questo?”

Nessuno deve sentirti autorizzato a pensare di potermi contagiare con qualche malattia, anche se faccio sesso non protetto”, rispose Giulia, sempre più snervata!

Ma che ragionamento del cazzo è, scusa?”

Non è un ragionamento del cazzo! E comunque ho deciso così e basta, io sono libera di fare quello che voglio e nessun uomo può sentirsi autorizzato a giudicarmi, contagiarmi o pensare di me chissà che cosa!”

Giulia, qui non si tratta di giudicarti o altro, ma di spingerti ad usare il buon senso! Ci sono persone che sono portatori sani di una malattia o malati asintomatici! Magari nemmeno loro lo sanno! E poi ci sono quelli che hanno una malattia ma che, per un orgasmo, se ne sbattono e fanno sesso lo stesso senza dire niente! Ma non li leggi i giornali ogni tanto?”

A me non accadrà niente di tutto questo e smettila di giudicarmi o di farmi cambiare idea, Roberto!”

Io non ti giudico, ma sul non farti cambiare idea caschi male! Siamo amici e ti voglio bene, quindi devo farti capire che mettere il culo nelle pedate è stupido! Poi non lamentarti se ti succede qualcosa!”

Visto, Roberto? Le tue sono idee antiquate che non tengono in considerazione la mia volontà!”

Mah?!?!? Io ti sto dicendo che sei libera di fare quello che vuoi, ma mettere il culo nelle pedate è da deficienti! Vuoi fare sesso non protetto? Trovati un fidanzato col quale creare una relazione stabile, fate tutti i test che volete e, poi, fallo con lui sesso non protetto! Non col primo che capita!”

Mi dispiace”, risponde Giulia “ma quello che stai dicendo è maschilista! Io sono una donna e faccio quel che voglio e nessuno deve sentirsi autorizzato a contagiarmi, mettermi incinta o a dirmi che devo trovarmi un rapporto stabile per fare sesso non protetto!”

A quel punto, Roberto si sentiva spaesato ed incredulo. Possibile che i suoi avvertimenti, nella mente di Giulia, passassero inevitabilmente come giudizi o idee antiquate e che lei avesse idee così assurde? Possibile che l’idea di altre persone avesse attecchito così tanto nella testa della ragazza da impedirle di ragionare se non tramite ragionamenti arroganti, prepotenti?

In un estremo tentativo di farla ragionare, Roberto disse:

Insomma, Giulia: la questione è in questi termini! Tu sei liberissima di fare quello che vuoi, ma solo finché non metti a rischio la tua vita! Lascia perdere le cazzate che la gente ti inculca in internet: probabilmente quella è gente con un culo di soldi o con una vita tale da permettere loro di prendere tali decisioni senza conseguenze! Tu devi pensare alla TUA vita e prendere decisioni per te senza le influenze degli altri! Se gli altri danno craniate ad un paracarro di granito e ti dicono che è bello, tu che fai? Lo fai anche tu? La decisione che hai preso è sbagliata e può costarti cara. Devi ascoltarmi se ti dico di lasciar perdere. Lo dico per il tuo bene!”

Giulia lo guardò per qualche attimo. Il suo volto era visibilmente tirato. Dopo un po’, la ragazza chiuse un attimo gli occhi, sospirò, tornò a guardare l’amico e gli disse:

Vai a fare la morale a qualcun’altra!”.

Roberto capì che era impossibile discutere con Giulia. Semplicemente non voleva ascoltare, non voleva capire che le sue parole erano dettate unicamente dalla sua preoccupazione nei confronti della ragazza. Capì che quell’amicizia era terminata e che non sarebbe mai potuta tornare come un tempo.

Roberto capì e, semplicemente, si alzò, pagò il conto e se ne andò!


Forse, come storia breve, questa potrebbe non essere da premio, però essa è nata proprio leggendo un sacco di ragionamenti simili che si trovano in internet e rappresenta, in cuor mio, una dedica a chi dice “io posso fare quello che voglio”, a chi non vuole proprio ascoltare quando gli dici le cose con affetto, a chi da troppa retta alle persone sbagliate o ragiona a suon di frasi fatte, a chi non accetta giudizi (anche quelli dati col cuore), ma soprattutto a chi, per orgoglio, ha mandato a puttane un’amicizia.

A queste persone questa piccola storiella non piacerà sicuramente, agli altri spero insegni qualcosa!

G.E.

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